Gli “hobbit” hanno convissuto con l’uomo primitivo

Postato a by Alessio Scalzo

Homo_floresiensis_Smithsonian_Natural_History_Museum

 

Gli Hobbit potrebbero essere realmente esistiti.

Chiamati anche mezzuomini e nati dalla fantasia di J. R. R. Tolkien, per via dell’altezza e non solo risultano incredibilmente simili all’Homo Floresiensis, i cui resti sono stati scoperti nel 2003 sull’isola indonesiana di Flores.

Recentemente si è tornati a parlare di questa specie di ominidi, che ha convissuto con l’homo sapiens, poiché a quanto pare non sarebbero vissuti fino a 13.000 anni fa, come invece si è creduto fin ora.

Una nuova analisi, condotta sui resti dei questi nostri lontani parenti, ha rivelato che in realtà si sono probabilmente estinti circa 50.000 anni fa. Lo studio del prof. Bert Roberts, della University of Wollongong (Australia), pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, risolve quello che era un dilemma per i ricercatori: come è possibile che l’homo floresiensis sia sopravvissuto per circa 30.000 o addirittura 40.000 anni dopo il passaggio degli uomini moderni in Indonesia? Bisogna tener presente che l’homo sapiens fa la sua comparsa già circa 195.000 anni fa.

Grazie alle nuove rivelazioni, è evidente che le due specie non hanno convissuto fianco a fianco per molto tempo, 50.000 anni fa questi “hobbit” sarebbero scomparsi dalla faccia dellla terra. Il prof. Roberts ipotizza che la nostra specie abbia potuto avere un qualche ruolo nel processo di estinzione di questi ominidi.

«Ogni volta che l’uomo moderno giungeva in qualche posto nuovo, questa tendeva ad essere una brutta notizia per la fauna endemica» ha spiegato il professore alla BBC, che lo ha contattato per sapere di più sul suo lavoro.

Questo non vuol dire che abbiamo ucciso queste specie di “Hobbit”, ma è probabile che il nostro impatto sull’ambiente sia stato disastroso per loro: potremmo avergli sottratto le migliori risorse per il cibo o le migliori terre, per esempio.

La grotta di Liang Bua, che si trova proprio sull’isola di Flores dove è stata scoperta questa specie, contiene numerosi fossili su cui si continua ad indagare.

Durante gli ultimi hanno i ricercatori hanno scavato in nuove aree, per avere un quadro completo su come siano strutturati i sedimenti. Sembra che il primo homo floresiensis rivenuto si trovasse in una discontinuità del terreno dove del materiale era mancante oppure eroso per via del tempo: probabilmente l’assenza di questo sedimento ha fatto sembrare più “giovane” il piccolo ominide, generando l’erronea analisi secondo cui sarebbe vissuto fino a 13.000 anni fa.

Info sull'Autore
Alessio Scalzo

Nato nella terra di Pirandello e Sciascia, vivo e lavoro a Milano da un bel po' di tempo ormai. Leggo un po' di tutto e seguo con interesse le evoluzioni del mondo e dell'editoria.