L’Onu e le violenze dei caschi blu nella Rep. Centrafricana

Postato a by Alessio Scalzo

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I caschi blu dell’Onu sono finiti sotto accusa per presunti abusi sessuali nella Repubblica Centrafricana.

Le Nazioni Unite promettono di indagare sulle presunte aggressioni e di non abbandonare chi subisce abusi. Tra le vittime ci sarebbe anche una ragazza 14enne.

Il portavoce dell’Onu Stéphane Dujarric ha dichiarato oggi che «la preoccupazione principale della missione è quella di garantire che le vittime ricevano gli aiuti necessari e che tutte le denunce vengano immediatamente esaminate per garantire che i colpevoli siano assicurati alla giustizia. Un team raccoglierà tutte le informazioni disponibili e conserverà le prove per quanto possibile».

Le Nazioni Unite hanno inviato nel 2014 un contingente a Bangui con l’obiettivo di proteggere i civili e pacificare il paese. A questa iniziativa partecipa anche l’Italia con i suoi soldati.

La missione, con base nella capitale, è impegnata nel paese dal 15 giugno 2014 con l’obiettivo di creare un ambiente sicuro e consentire protezione alla popolazione civile, minacciata dai violenti scontri interni tra fazioni opposte iniziati alla fine del 2013. Le attività vengono svolte nel quadro della risoluzione Onu n. 2134 del 28 gennaio 2014 e della decisione del Consiglio Europeo del 10 febbraio.

Alcuni membri delle forze di peacekeeping, giunti nella Repubblica Centrafricana, si sarebbero macchiati degli stessi reati commessi dalle varie fazioni in guerra, tra cui ricordiamo la Lord’s Resistance Army di Josph Kony.

L’Onu ha denunciato «un netto aumento» dei casi di abusi sessuali commessi dai caschi blu nel 2015. Finora sono stati 69 quelli identificati di cui 38 sono stati registrati in due delle 16 missioni di pace Onu presenti nel mondo: 22 in Centrafrica e 16 nella Repubblica democratica del Congo. In caso di accuse di violenze sessuali è previsto il rimpatrio di interi contingenti di caschi blu.

I militari e gli agenti coinvolti negli abusi sessuali avvenuti in Rep. Centrafricana sono 21: 7 sarebbero della Repubblica centrafricana, 4 provenienti dal Marocco e 4 di nazionalità sudafricana.

Le Nazioni Unite hanno già dovuto prendere alcuni provvedimenti in passato, fra cui la rimozione del capo della Minusca (il nome della missione umanitaria in Centrafrica, ndr) e il rimpatrio di numerosi militari.

Il rapporto del segretario Ban Ki-Moon prevede che i responsabili si presentino davanti alla corte marziale dei Paesi in cui si svolgono le missioni e non nei Paesi d’origine.

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Alessio Scalzo

Nato nella terra di Pirandello e Sciascia, vivo e lavoro a Milano da un bel po' di tempo ormai. Leggo un po' di tutto e seguo con interesse le evoluzioni del mondo e dell'editoria.