L’Ungheria vuole rafforzare il controllo sui confini

Postato a by Alessio Scalzo

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L’Ungheria continua ad opporsi ai flussi migratori e auspica una maggiore protezione dei confini da parte dell’UE.

«Non è sufficiente cambiare la politica migratoria dell’Ue, i confini europei devono essere protetti e le migrazioni devono essere fermate», ha dichiarato oggi il portavoce del governo ungherese Zoltan Kovacs all’agenzia stampa Adnkrono. Il premier ungherese, Viktor Orban, ha recentemente proposto un piano di azione costituito da dieci punti, con il quale l’Ungheria «vorrebbe contribuire al dialogo a livello Ue». Kovacs ha anche voluto precisare che il suo governo sta «lavorando ad un piano di azione antiterrorismo, perché riteniamo necessario rafforzare la capacità del Paese di proteggersi».

«La migrazione illegale – secondo Kovacs – ha portato la minaccia del terrorismo in tutta Europa, come mostrano gli esempi degli attacchi terroristici a Bruxelles e Parigi». Parlando di quali saranno i prossimi passi del suo Paese, il portavoce ha dichiarato che «daremo alle autorità giudiziarie, l’esercito e i servizi segreti competenze giuridiche estese, un aumento del personale e risorse finanziarie».

Kovacs ha parlato anche delle date del del referendum sulle quote obbligatorie di reinsediamento, che potrebbe tenersi «alla fine dell’estate o in autunno». Il portavoce ha anche detto che «i leader dell’Ue non hanno il diritto di decidere sulla questione senza chiedere ai cittadini e Parlamenti nazionali». Per il governo di Budapest «gli ungheresi hanno il diritto di decidere con chi vogliono vivere e se vogliono che l’Ungheria cambi in modo permanente».

Sempre secondo Kovacs bisognerebbe fermare le migrazioni di massa, poiché rappresentano una minaccia per la cultura, per i cittadini e per la sicurezza dell’intera Europa. Riguardo al “migration compact”, proposto proprio dall’Italia, Kovacs ha affermato che «ogni proposta europea deve essere esaminata, ma in base alla posizione dell’Ungheria, invece di correggere la fallita politica migratoria di Bruxelles, i confini dell’Europa devono essere protetti e le migrazioni di massa illegali fermate perché rappresentano una minaccia per la cultura, i cittadini e la sicurezza di ogni giorno dell’Europa».

Il portavoce ha anche espresso la sua posizione sulla nuova politica dell’Austria, che vuole rafforzare i controlli al Brennero, al confine con l’Italia: «Da una parte, è comprensibile che alcuni Paesi sentano il bisogno di agire per conto proprio, in quanto sembra che l’Unione europea non è in grado o disposta a proteggere i Paesi europei dalla migrazione». Continuando Kovacs ha anche precisato che « è evidente che a seguito delle migrazioni il sistema Schengen è in pericolo perché senza la protezione dei confini esterni i Paesi stanno cercando di proteggere i loro confini interni».

Kovacs ha dichiarato che il proprio governo ha agito sempre con l’intenzione di «proteggere il sistema Schengen, i confini esterni dell’Europa fin dall’inizio». Sulla situazione dei confini ha detto che «il numero di attraversamenti illegali delle frontiere è drasticamente diminuito dalla costruzione della barriera al confine. Ecco perché il governo ungherese ha presentato la sua proposta in dieci punti volta a proteggere i confini esterni e la libertà di circolazione all’interno dell’Ue a livello Ue». Il piano attuale di azione del governo ungherese è stato presentato dal premier Viktor Orban la scorsa settimana: l’obiettivo è quello di «proteggere i confini esterni dell’Ue e la libertà di movimento nell’Ue».

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Alessio Scalzo

Nato nella terra di Pirandello e Sciascia, vivo e lavoro a Milano da un bel po' di tempo ormai. Leggo un po' di tutto e seguo con interesse le evoluzioni del mondo e dell'editoria.