Migranti: spari sui bambini a Idomeni e il muro lungo il Brennero

Postato a by Alessio Scalzo

idomeni

 

Medici senza Frontiere afferma che a Idomeni si è sparato «ad altezza di bambino» durante gli scontri di due giorni fa.

Il presidente di Medici Senza Frontiere, Loris De Filippi ha dichiarato che «negli scontri almeno 200 persone sono rimaste ferite da gas lacrimogeni e altre 37 da proiettili di gomma sparati ad altezza non di uomo, ma di bambino. Almeno tre bambini sono rimasti feriti da questi proiettili». «È una situazione aberrante – ha detto – creata dall’Europa e non risolta dall’Europa».
De Filippi ha denunciato lo stato attuale dei profughi in Grecia, sostenendo che «Se non ci fossero le organizzazioni internazionali a tentare di portare una soluzione alla situazione di Idomeni», precisando inolte che «Idomeni è solo una parte del problema greco. Ci sono complessivamente oltre 50 mila persone bloccate all’interno del Paese in questo momento, molte delle quali si trovano in porti come ad esempio al Pireo, dove sono in quattromila».

Il cancelliere austriaco Werner Faymann ha ribadito che «il management di confine al Brennero e le nuove misure legislative sul diritto d’asilo non sono auspicabili, ma necessarie e giuste». Secondo il cancelliere austriaco «è assolutamente fuori discussione» non fare niente e accogliere persone senza limiti e senza controlli. «Mi assumo la responsabilità», ha dichiarato Faymann.

L’UE non è rimasta in silenzio e ha subito ripreso Vienna: «Quello che sta accadendo al confine tra Italia e Austria non è la soluzione giusta», ha detto il Commissario Europeo Dimitri Avramopoulos, parlando all’assemblea plenaria di Strasburgo. Il portavoce del Commissario Europeoha, Natasha Bertaud, ha confermato alla stampa che «La Commissione europea molto preoccupata» per l’annuncio dell’Austria di voler costruire una barriera lungo il Brennero. La Bertaud ha anche precisato che «abbiamo visto gli annunci» e se saranno messi in atto «dovremo valutarli molto seriamente» per via delle conseguenze sulla libera circolazione. «Le reintroduzioni dei controlli alle frontiere interne devono essere eccezionali e temporanei» ha spiegato la portavoce, rivelando che la Commissione sta valutando le azioni dell’Austria e che il Commissario Avramopoulos «nel pomeriggio avrà un colloquio con il ministro dell’Interno austriaco». La Bertaud aggiunge anche che «non ci sono prove di una deviazione dei flussi di migranti dalla Grecia all’Italia», ma sono stati osservati «15mila arrivi in Italia dalla Libia dall’inizio dell’anno».

Come evolverà la situazione lungo il Brennero? I controlli del traffico leggero e pesante saranno effettuati in un parcheggio a nord del confine tra Italia ed Austria; sarà anche allestito un centro di registrazione nei prossimi giorni. Il sottosegretario con delega all’Ue Sandro Gozi ha definito ieri in serata la decisione come «un grave errore che viola le regole europee» e chiedendo a Vienna di riconsiderare «questa decisione che contravviene allo spirito e alla lettera degli accordi europei oltre che all’amicizia che lega Italia e Austria».

Da tempo il governo di Vienna aveva annunciato l’intenzione di un «management di confine» al valico italo-austriaco, seguendo l’esempio di Spielfeld, che è al confine con la Slovenia, dove i varchi per i migranti sono limitati da recinzioni. Il governo austriaco teme un incremento dei flussi migratori dalle coste del Mediterraneo, dopo la chiusura della rotta balcanica e l’arrivo della bella stagione. La settimana scorsa vi stata un’accelerata nel processo di management, con le visite del ministro degli Esteri Sebastian Kurz a Bolzano e del ministro degli Interni Johanna Mikl-Leitner a Roma.

 

Il presidente dell’Austria Heinz Fischer, dichiaratosi «europeista convinto», si è affrettato a precisare che «i provvedimenti al Brennero non prevedono un muro oppure filo spinato», assicurando il minor impatto possibile sul passaggio di persone e merci. Il presidente ha anche ribadito che sono necessari «più controlli per chi vuole entrare in Europa».
Al momento al Brennero tir, treni e macchine transitano in continuazione, senza alcun rallentamento e si vedono pochissimi migranti in viaggi verso nord. «Il numero degli arrivi è stabile. In media transitano 20-25 persone al giorno», ha confermato Roberto Defant, dell’associazione Volontarius che si occupa dell’accoglienza di profughi in Alto Adige. Defant ha spiegato ad Ansa che «per il momento non abbiamo segnali che facciano pensare ad un aumento sostanziale». L’associazione Volontarius è in stretto contatto con la Questura di Bolzano e con la Provincia, per essere sempre pronti in caso di necessità. Al confine italo-austriaco da tempo esiste un piccolo centro di accoglienza, che garantisce 70 posti letto.

 

A fine maggio potrebbero partire i suddetti controlli, ma sarà il Ministero degli Interni di Vienna a stabilire l’effettivo avvio, basandosi sul reale flusso dei migranti. «Con Schengen e la fine dei controlli di frontiera il Brennero era diventato un simbolo dell’Unione europea, ora torna ad essere simbolo della divisione», hanno dichiarato il governatore altoatesino Arno Kompatscher e il segretario Svp Philipp Achammer, ribadendo la necessità di «una soluzione europea» alla crisi dei migranti.
Dall’Italia si sono alzate numerose critiche nei confronti di questo provvedimento austriaco. Il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione ha sottolineato le «implicazioni economiche tutt’altro che trascurabili. Sarebbe una perdita secca consistente, per questo abbiamo insistito che l’area restasse aperta, ma l’Austria ha elezioni politiche importanti alle porte». Secondo Gianni Pittella, presidente del gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, si tratta di «un muro preventivo inaccettabile» e di «una spallata inutile e negativa contro l’Europa». L’unico soddisfatto sembra essere il leader della Lega Nord Matteo Salvini: «Altro che il buonista Mattarella. Fa bene l’Austria che evidentemente ha politici che difendono gli interessi dei loro cittadini».

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Alessio Scalzo

Nato nella terra di Pirandello e Sciascia, vivo e lavoro a Milano da un bel po' di tempo ormai. Leggo un po' di tutto e seguo con interesse le evoluzioni del mondo e dell'editoria.