Quali sono gli effetti del nuovo algoritmo di Facebook?

Postato a by Alessio Scalzo

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Il nuovo algoritmo di Facebook sta portando la piattaforma e l’editoria verso una nuova era.

Facebook ad inizio aprile è intervenuto sul proprio algoritmo e l’impatto principale si sta avendo sul News Feed, ovvero su genere e origine dei contenuti che ogni utente vede scorrere: adesso i contenuti favoriti sono quelli per i quali si impiega per leggerli più tempo.

«Stiamo lavorando per migliorare il News Feed, aggiornandolo per essere sicuri che vediate le storie più rilevanti prima di tutto» hanno dichiarato l’ingegnere Moshe Blank e il ricercatore Jie Xu sulla Newsroom del social network.

L’obiettivo è favorire gli articoli che tengono incollati gli utenti alla lettura, non più solo quelli che generano interazione con commenti o “Mi Piace”.

I due nuovi parametri introdotti sono il tempo di lettura (o di visione) e la diversità dei post: per ogni link esterno Facebook calcola il tempo trascorso per leggerlo (o per visualizzarlo) nel browser o in versione Instant Article, eliminando dal conteggio i secondi impiegati per caricare la pagina.

Il social network vuole capire quale sia l’interesse generato da un contenuto per premiare gli articoli che determineranno un’attenzione che superi il minuto, rispetto a quelli letti velocemente e chiusi in pochi secondi, inoltre l’algoritmo, attraverso la diversità dei post, eviterà di mostrare ad un utente troppe notizie che arrivano da una stessa pagina.

Tutto naturalmente sta già impattando sul traffico generato dal social network verso le pagine e i portali che utilizzano Facebook come forma di distribuzione di un contenuto.

Secondo il quotidiano britannico The Guardian, «una delle ragioni di questo cambiamento è che solo di recente Facebook ha avuto sufficienti dati sul comportamento degli utenti per creare tali parametri», che sono legati all’«aumento di coloro che usano l’applicazione di Facebook su smartphone» e che, il social network vorrebbe mantenere nel suo portale, evitando il passaggio di questi utenti via link verso altri siti web.

Ogni modifica che Facebook fa al proprio algoritmo lo mette in una posizione di forza rispetto agli editori: a questo proposito, il New York Times ha calcolato che 85 centesimi di ogni dollaro di pubblicità on line vanno a Google o a Facebook. Alcuni gli editori però continuano a sostenere che certi parametri non sono poi così utili: alcune ricerche suggeriscono che la maggior parte delle persone che arrivano dai social network su una pagina resta in genere non più di 15 secondi.

Parlando la settimana scorsa alla Conferenza annuale degli sviluppatori Facebook, Mark Zuckerberg ha illustrato un piano di espansione per i prossimi 10 anni, che comprende diverse funzionalità per aiutare a trattenere le persone dentro la piattaforma di Facebook, invece di seguire i collegamenti fuori.

Questo piano si sta tramutando in realtà, infatti dall’inizio di aprile tutte le testate on line stanno segnando un calo generalizzato delle visualizzazioni provenienti dal traffico generato da social network. È una situazione che potrebbe spingere ad utilizzare anche le inserzioni a pagamento messe a disposizione da Facebook.

NewsWhip, una società che traccia le performance degli editori sulle più importanti piattaforme, sostiene che il numero dei collegamenti ai siti esterni condivisi su Facebook è diminuita, rispetto a quello di chi usa gli Instant Article.

Info sull'Autore
Alessio Scalzo

Nato nella terra di Pirandello e Sciascia, vivo e lavoro a Milano da un bel po' di tempo ormai. Leggo un po' di tutto e seguo con interesse le evoluzioni del mondo e dell'editoria.