Massimo Fini: “Barbareschi come Lapo Elkann, era sessuomane”

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Massimo Fini fa di  Barbareschi. O, meglio, del passato dell’attore, produttore ed ex parlamentare. Nell’autobiografia Una vita, lo scrittore e giornalista racconta:

Alle quattro e mezza suona il citofono. «Sono Luca. Sono al quinto ‘travesta’, ho bisogno di trecento euro». «Sali». È  Barbareschi. Gli dò i trecento euro e si dilegua nella notte. Questa scena, nel corso degli anni, si sarà ripetuta tre o quattro volte. L’ultima un paio di anni fa. lo non dò mai giudizi sulle perdizioni altrui. Ho già da pensare alle mie. Né tantomeno azzardo predicozzi morali.

Era in condizioni spaventose, alla Lapo Elkann. Mi telefonò due giorni dopo. Lucido. Gli dissi: «Senti Luca, se torni un’altra notte in quelle condizioni cosa devo fare? Darti i quattrini o cacciarti via a calci in cul*?». «Cacciami a pedate nel cul*». Per fortuna non se n’è più presentata l’occasione.

Fini ha poi svelato che Barbareschi “era legato a un mio giovanissimo amico, Luca Lindner, che nei suoi sedici, diciassette anni era di una straordinaria bellezza”:

Sposato con una bella ragazza, tre figlie, Barbareschi aveva già allora una certa vocazione per l’autodistruzione. Che per lui passava per il sesso, la ‘partouze’, i travestiti.

(Fonte: www.gossipblog.it)

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